
Presentazione delle giornate FAI di Primavera 2010
Testi di Leo Renna, docente di Storia dell'Arte
Queste due schede sono una sintesi di quanto verrà spiegato dai nostri "ciceroni"
in occasione delle giornate FAI del 27 e del 28 marzo 2010
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Santuario della Madonna della Bocciola Vacciago di Ameno (NO) XVII edizione GIORNATE FAI DI PRIMAVERA |
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Il santuario nasce nel luogo dove, il 28 marzo del 1543, una giovane di Vacciago, Giulia Manfredi, visse l’apparizione miracolosa della Madonna tra i rami di un pruno selvatico (“bocciolo” nel dialetto locale). Da quel giorno la giovane, muta fin dalla nascita, ebbe il dono della parola. L’originale oratorio votivo del 1547 divenne, grazie ai successivi ampliamenti, la struttura odierna, arricchita nel 1820-21 da un ciclo di affreschi del pittore neoclassico milanese Agostino Comerio. Il ciclo di affreschi dedicato alla Madonna ha il suo momento centrale nella Gloria di Maria dipinta nella volta della cupola. Rappresenta anche un inno alla donna biblica
come attrice determinante delle vicende storiche e teologiche. Inno “cantato” nel
linguaggio imperioso e solenne della pittura neoclassica che svela, come soltanto
la pittura sa fare, il lato umano di Maria, il suo coraggio, il senso di sacrificio, la
fede assoluta attraverso appassionanti storie e significativi personaggi dell’Antico
Testamento.
Si prova grande rispetto nel “Sogno di Giacobbe” per la madre che in solitudine
decide quale dei suoi figli, Esaù o Giacobbe, meriti la benedizione del padre Isacco.
E’commovente l’”Incontro di Jefte con la figlia”, una giovane che, con grande forza
d’animo e profondo rispetto per le leggi della tradizione, accetta il sacrificio della
sua vita a causa di un giuramento del padre.
Un carattere tenace, un coraggio reso più ardito dalla forza della fede è ciò che
contraddistingue l’iniziativa di Giuditta che riesce a tagliare la testa al generale
Oloferne e liberare così la sua città dal minaccioso esercito assiro.
Una serie di allegorie completa il ciclo di affreschi.
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Chiesa Parrocchiale Vacciago di Ameno (NO) XVII edizione GIORNATE FAI DI PRIMAVERA |
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La suggestiva cornice del lago d’Orta e delle montagne che gli fanno da corona ben si adatta a preparare l’animo del visitatore alla meraviglia degli affreschi da poco restaurati della Cappella del Rosario, della Cappella di Sant’Antonio da Padova e del presbiterio dedicati a Sant’Antonio Abate, che si trovano all’interno della chiesa. La facciata, molto rovinata e poco godibile, è caratterizzata al primo livello da un pronao sostenuto da due colonne di granito con capitello dorico, impostato su tre archi a tutto sesto e una volta a crociera. Al secondo livello una serie di lesene e un frontone curvilineo completano la facciata. Unica testimonianza della originaria chiesetta romanica è probabilmente il campanile, seppur rimaneggiato in alcune sue parti. All’interno forte è l’emozione di fronte agli affreschi della Cappella del Rosario del pittore miasinese Giovan Battista Cantalupi. Il suo stile risente probabilmente della pittura seicentesca lombarda, espressione dello spirito moralistico e caritativo dei Borromei, al quale ben si adatta la pacata espressività nei gesti e negli atteggiamenti delle figure plasticamente definite che descrivono i Misteri. Giacomo Parravicini detto il Gianolo è l’autore degli affreschi della Cappella dedicata a Sant’Antonio da Padova. Sono descritte con uno stile espressivo e coinvolgente due delle storie più significative del Santo di Padova, la Predica ai pesci e la Conversione del tiranno Ezzelino. Appartengono al corconiese Giorgio Bonola gli affreschi del presbiterio dedicati a Sant’Antonio Abate. Qui il pittore con i suoi collaboratori, il Gianolo e Pietro Romagnolo, realizza uno spettacolare impianto scenico sfondando il soffitto con un’ardita prospettiva mentre una luce scende potente dal cielo a illuminare gli angeli musicanti: è la Chiesa trionfante che canta la Gloria del santo. |