
Testi di Leo Renna, docente di Storia dell'Arte
(se siete interessati ai testi completi, scriveteci web(@)liceogozzano.it)
|
CHIESA DI SAN GIULIANO GOZZANO (NO) XVI edizione GIORNATE FAI DI PRIMAVERA (05-06 aprile 2008) |
||
|
Notizie storiche
Gozzano è un territorio di antichi insediamenti già ai tempi dell’Impero romano attestati dal ritrovamento di diversi reperti (lastre tombali, monete, bracciali, un’anfora). Lungo la sponda orientale del lago d’Orta passava la strada “settimia” (da Settimio Severo), che collegava la pianura novarese al passo del Sempione, diventata poi nel medioevo un tratto della via francigena, una delle più frequentate direttrici che collegava l’Europa settentrionale e nord-occidentale con l’Italia, utilizzate non solo dai pellegrini, ma anche da mercanti, papi e re. Ma la storia di Gozzano è legata soprattutto alla figura di San Giuliano, evangelizzatore, secondo la tradizione, insieme col fratello Giulio, delle terre del Cusio. I recenti ritrovamenti nell’isola di San Giulio e nella chiesa di San Lorenzo di Gozzano confermerebbero una presenza cristiana già intorno ai secoli IV e V che fanno di Gozzano uno dei più antichi centri di diffusione del cristianesimo nell’Italia nord-occidentale ad opera dei santi evangelizzatori Giulio e Giuliano……
La seconda è detta cappella di San Giuseppe. Presenta, in una cornice decorata ad affresco, un elegante altare marmoreo completato dalla pala col Transito di San Giuseppe, della fine del 1700-inizi 1800, di autore ignoto, contornata da una serie di affreschi.
Transito (Morte) di San Giuseppe. Fonte iconografica. La Bibbia non dice niente riguardo alla morte di Giuseppe, padre putativo di Gesù. Si suppone sia morto a Nazareth, prima che Gesù iniziasse la sua vita pubblica. Così egli divenne patrono di una buona morte, poiché si ritiene fossero presenti Gesù, Maria con angeli che scendevano dal cielo ed uno che reggeva la sua verga fiorita; a volte sono raffigurati i suoi attrezzi da falegname. Descrizione Il pittore interpreta l’evento mettendo al centro del gruppo percettivo San Giuseppe sul letto di morte, secondo una direzione diagonale, a fianco vi sono Gesù e la Madonna e in primo piano l’angelo con la verga fiorita di San Giuseppe. I piani delle figure sono diagonali, così come il letto con Giuseppe, le posizioni e i gesti molto vari, mai ripetuti all’interno della composizione, cercando di cogliere e rappresentare così stati d’animo i più diversi e accentuando il coinvolgimento del fedele. La luce proviene dall’alto a destra e illumina intensamente il corpo e il volto di Giuseppe, con lo sguardo rivolto al cielo……
Descrizione dei pannelli: I misteri Gaudiosi L’Annunciazione è posta in un interno con i due protagonisti che occupano la scena. L’angelo inginocchiato, con le ali ancora spiegate e con in mano dei gigli, simbolo della purezza della Madonna, fa riferimento a un’antica tradizione iconografica (Simone Martini,..), mentre la Vergine, descritta con una dolce e serena espressione del viso, anch’essa inginocchiata, appare incerta se congiungere le mani o esprimere la sua disponibilità e accoglienza della notizia di cui l’angelo è portatore, simboleggiata dalla luce divina che inonda la scena dall’alto…….
I Misteri Gloriosi Le scene più interessanti dei Misteri Gloriosi sono quelle della Resurrezione e dell’Ascensione, dove il pittore coglie in particolare la meraviglia sui volti dei soldati a guardia del sepolcro e negli apostoli. Nella Resurrezione Cristo è centrale e regge il vessillo con la croce rossa su campo bianco, simbolo della Resurrezione. Intorno a lui i soldati, svegliati dall’evento, indietreggiano spaventati. Nell’Ascensione la composizione è più dinamica: Gesù, staccato dalla roccia, comincia ad ascendere dal Monte degli Ulivi benedicendo gli apostoli e lasciandoli esterrefatti, dopo aver lasciato sul monte l’impronta dei piedi, ultimo segno della sua esistenza terrena…… In alto i due famosi teleri (1770 circa)
I Teleri del pittore varesino Giovanni Battista Ronchelli (Castello Cabialglio in Valcuvia, Varese, 1715 – 1788), realizzati probabilmente intorno al 1770 e restaurati dal 1989 al 1993. Sul bordo in marmo che circonda il primo telero vi è la scritta Societas Romae la quale indica che il finanziamento venne sostenuto dai Gozzanesi, che in Roma avevano fatto fortuna senza dimenticare il loro paese d’origine.
Il termine telero, nato a Venezia, indicava una composizione pittorica su tela che veniva addossata alle pareti in muratura opportunamente predisposte. A Venezia la scelta del dipinto su tela era obbligato, in quanto tali pitture, isolate dalla parete, si potevano meglio proteggere contro l’umidità. Altrove, però, la scelta dei teleri fu dovuta ad altri motivi. Il Concilio di Trento, infatti, aveva dettato regole molto precise non solo riguardo ai contenuti, che dovevano corrispondere a determinati canoni di ortodossia e moralità, ma anche ai mezzi. Per questo la narrazione della vita e dei santi, dapprima descritte in composizioni ridotte, ingrandite solo a partire dal XIII secolo nei cicli di affreschi, diventavano soggetti più autonomi ed efficaci sotto l’aspetto comunicativo se raccontate su questi grandi teleri, in quanto più adatte a catturare l’attenzione dello spettatore. Accanto ai teleri si sviluppò, soprattutto a Milano, l’uso dei quadroni, in particolare connessi con la propaganda del culto a San Carlo. I quadroni costituivano una variante strutturale e funzionale ai teleri in quanto, essendo appesi lungo le campate del duomo, tra pilastro e pilastro, supplivano la funzione un tempo compiuta dagli arazzi…..
Primo telero. Il Telere dell’incontro dei Santi Giuliano e Giulio con l’imperatore Teodosio, sulla parte sinistra del presbiterio. (417 X 477cm.) L’episodio, presente nell’antica Legenda dei Santi, viene ripreso e presentato nel contesto delle vicende contemporanee, per richiamare l’ossequio e la protezione che l’autorità politica doveva alla religione ed ai suoi ministri. Il Ronchelli, nel tentativo di ricreare la scena descritta nella legenda, colloca l’imperatore sul lato sinistro della scena, mentre protende in modo imperioso la mano aperta nel segno di accettazione di quanto gli veniva richiesto dai due fratelli. S. Giuliano inginocchiato in primo piano con vicino il libro del vangelo ed il bastone, presenta la supplica, mentre S. Giulio l’accompagna assentendo.
|
|
|
| ............................ | .
......................... |
|